Sete di sport

Gabriela Andersen alle Olimpiadi del 1984. (La Scuola di Ancel ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti senza riuscire a reperirli)

Gabriela Andersen alle Olimpiadi del 1984

L’acqua, come sappiamo, ha numerosissime e fondamentali funzioni.

Consente, ad esempio, il trasporto delle sostanze nell’organismo, è il mezzo in cui avvengono le reazioni biochimiche, controlla la temperatura corporea, mantiene la regolarità intestinale ed è, attenzione, l’integratore più importante per uno sportivo.

In assenza di attività fisica e in condizioni di temperatura e umidità ambientali normali, l’equilibrio idrico dell’organismo richiede, in un giorno, il ripristino di circa 2,5 litri di liquidi; durante un’attività fisica intensa invece, soprattutto se la temperatura è alta, si verifica un incremento della perdita di acqua attraverso la sudorazione (fino a tre litri all’ora) e con l’iperventilazione (fino a due-cinque millilitri al minuto).

Se il rifornimento non è adeguato alle uscite, l’atleta è esposto al rischio di disidratazione che, oltre a rappresentare un grave rischio per la salute, riduce la performance di endurance del 2% per ogni centesimo di peso corporeo perso.

Per i principianti, o per attività al di sotto dei sessanta minuti, mi sento di sconsigliare i tanto sponsorizzati beveroni energetici, semplicemente perché non ce n’è bisogno; per questa “categoria” di sportivi vale il concetto che l’acqua si reintegra con l’acqua. Niente è più efficace.

Per attività sportive più intense e di maggiore durata (oltre i sessanta minuti) può essere invece utile uno sport drink contenente sali minerali e carboidrati. In particolare la presenza di sodio è fondamentale per rimpiazzare le perdite che si verificano con la sudorazione, evitando il rischio di iponatremia.

Il timing della reidratazione, inoltre, è cruciale ed è bene ricordare che la sete non rappresenta un segnale affidabile e sufficiente a garantire una corretto ristoro post-allenamento. Ogni atleta che rispetti la propria salute deve imparare quindi a bere oltre la sete, provando in allenamento (mai in gara) la strategia meglio tollerata e che più si addice alle proprie esigenze.

Ecco un possibile schema per reintegrare correttamente i liquidi:

  • 500 ml di acqua venti minuti prima di iniziare la gara o l’allenamento.
  • Durante la prestazione sportiva preferire piccoli volumi di liquidi da introdurre frequentemente. Sono adeguati 200-250 ml di acqua ogni venti minuti. A elevate temperature, oltre i 27-30°C, l’apporto idrico andrebbe aumentato a circa 400 ml.
  • Alla fine dell’attività bere 750 ml di acqua (o sport drink diluito) ogni 1/2 kg di peso corporeo perso. Nella fase di recupero è particolarmente importante non utilizzare bibite contenenti caffeina che possono aumentare la diuresi e, peggio ancora, bevande alcoliche che influiscono negativamente con i processi fisiologici alla base della reidratazione, della risintesi del glicogeno e della riparazione dei microtraumi muscolari.

Questo schema di base poi, dovrebbe essere adattato al tipo di disciplina sportiva, alla durata e all’intensità dello sforzo e alla possibilità pratica di poter bere nel corso dell’attività.

La foto che accompagna l’articolo è, a mio avviso, l’emblema degli effetti del caldo e della disidratazione, oltre che essere infinitamente commovente.

Siamo nel 1984 ed è la prima edizione femminile della maratona olimpica. Gabriela Andersen non è tra le favorite, ma il suo ultimo giro di pista sarà un’indimenticabile lezione di vita e di coraggio di una donna che non vuole piegare le ginocchia prima del traguardo, cosciente che, a trentanove anni, si sta giocando la sua unica occasione su di una pista olimpica. A ostacolarla fu il sole cocente della California, lontano anni luce dal fresco della sua Svizzera: finirà in ospedale gravemente disidratata e con gravi alterazioni del ritmo cardiaco, ma per fortuna si riprenderà in tempo per godersi il suo meritato momento di gloria.

 

Per approfondimenti:

11 Responses to “Sete di sport”

  1. Adriano Esposito scrive:

    Molto interessante.

    Effettivamente ho provato sulla mia pelle che è utile bere quel mezzo litro d’acqua prima dell’attività.

    Leggo che l’acqua è più che sufficiente alla reidratazione e in effetti io uso solo acqua, ma mi chiedevo se ha un senso usare acque oligominerali. Ci sono acque e acque :-)

  2. Clorofilla Clorofilla scrive:

    Grazie Adriano per il tuo commento! Sono convinta che la semplicità aiuti anche nello sport! Ed è verissimo che esistono acque e acque. Ad esempio un’acqua con un contenuto di sodio inadeguato può mettere in crisi un atleta che fa uno sport di endurance accompagnato da un’elevata sudorazione (parlo ad esempio di maratone desertiche): in questi casi si può incorrere addirittura in una sindrome detta iponatremia da sforzo.

  3. Adriano Esposito scrive:

    Domanda: bere durante attività aerobiche intense, tipo la corsa o la bicicletta, non può essere controproducente? Io per es. trovo fastidioso avere acqua nello stomaco: preferisco fare una pausa di 5 minuti in cui bevo e poi aspetto…

    • Clorofilla Clorofilla scrive:

      Risposta: reidratarsi è fondamentale, soprattutto per attività intense. Per evitare l’effetto “lavatrice” il consiglio è quello di bere frequentemente ed a piccoli sorsi. Se poi non si tratta di gare, va benissimo anche la tua strategia di fermarti per una piccola pausa ristoratrice!

  4. Francesco Canu scrive:

    Come atleta agonista non posso che condividere tutto quello che c’è scritto in questo post. Aggiungo solo che per tali motivi nelle gare oltre i 10 km è obbligatorio per gli organizzatori predisporre punti di ristoro con acqua o integratori lungo il percorso, nelle distanze standard di mezza maratona e maratona devono essere a intervalli regolari di 5 km, che tradotto in tempo di gara significa tra i 15′ e i 25′, a seconda del livello dell’atleta. Mi è capitato, purtroppo, un brutto caso di disidratazione avendo partecipato ad una gara male organizzata sotto il sole cocente, 21 km con rifornimenti molto scarsi distanziati di 10 km. Al 20° km ho avuto un crollo verticale e sono passato da un ritmo di 3’40 al km a 12′ al km.

    • Clorofilla Clorofilla scrive:

      Francesco grazie per per l’informazione sui punti di ristoro! Per fortuna non hai subito danni alla salute in quella gara, ma hai potuto toccare con mano quanto è importante l’idratazione per la performance! L’organizzazione di una gara di endurance deve essere capillare e prevedere le diverse situazioni meteo; probabilmente se non ci fosse stato così caldo non ne avresti risentito allo stesso modo.

  5. Francesco Canu scrive:

    Sarebbe anche interessante un articolo su come possono essere immagazzinate al meglio le scorte di glicogeno (con una dieta adeguata) per le lunghe gare e come queste vengono consumate durante lo sforzo atletico, o come vengono poi recuperate nei giorni successivi :)

  6. [...] L’acqua poi non è solo un nutriente ma è il primo integratore per lo sport! (Sete di sport) [...]

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