I benefici del germe di grano

Pubblichiamo oggi il contributo della dottoressa Livia Diotallevi, Biologo Nutrizionista, sulle proprietà del germe di grano.

 

Il germe di grano

Illustrazione di Gianluigi Marabotti

Il germe è la parte più nobile del chicco del grano Triticum sativum, ricco di sostanze nutritive che permetteranno alla futura pianta di svilupparsi. È particolarmente ricco di Vitamina E (antiossidante), vitamine del gruppo B, acidi grassi insaturi, minerali (calcio, potassio, magnesio e zinco) e policosanoli.

Questi ultimi sono alcoli alifatici a catena lunga che derivano dalle cere di alcune piante e che contribuiscono ad abbassare il colesterolo in soggetti con ipercolesterolemia. Gli studi scientifici hanno riguardato in modo particolare l’octacosanolo, di cui il germe di grano è particolarmente ricco rispetto agli altri policosanoli. Per la sua capacità di abbassare il colesterolo, l’octacosanolo è stato paragonato alle statine.

Le statine, come si sa, sono farmaci che svolgono la loro azione bloccando la sintesi di colesterolo nel nostro organismo: agiscono infatti sull’enzima HMG-CoA reduttasi che interviene nelle prime tappe di sintesi del colesterolo. Le statine, talvolta, non sono ben tollerate da molti pazienti ed è per questo che si sono studiate sostanze alternative come appunto l’octacosanolo. Questo policosanolo non blocca l’azione dell’HMG-CoA reduttasi, ma inibisce la sintesi stessa di tale enzima con un effetto finale paragonabile a quello delle statine, perché si assiste comunque a un significativo abbassamento del colesterolo totale e delle LDL ma non dell’HDL. Sembra, tuttavia, che l’azione del solo octacosanolo sia notevolmente inferiore rispetto all’azione svolta dallo stesso in presenza di altri tipi di policosanoli e, dunque, l’utilizzo di prodotti commerciali che contengono il solo octacosanolo si rivela praticamente inutile. Sono tuttavia necessari ulteriori studi per confermare queste proprietà dell’octacosanolo.

Un’altra proprietà molto interessante di tutti i policosanoli è quella di inibire l’aggregazione piastrinica e la formazione di trombi. Si stanno conducendo delle ricerche in proposito e, se effettivamente si ottenessero risultati positivi, non si esclude che in futuro i policosanoli possano essere utilizzati anche in soggetti con patologie cardiovascolari.

 

Dottoressa Livia Diotallevi

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