Categoria “Storia e cultura del cibo”

Cibo & filatelia: la dieta mediterranea

Nel 2010 la dieta mediterranea è stata riconosciuta dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’Umanità. Ciò viene ricordato, dopo un anno, con un annullo filatelico emesso a Novoli (LE) in occasione della festa di S. Antonio Abate e la Focara, anch’esse candidate a tale riconoscimento. Ancel Keys ne aveva creato il mito e coniato il termine: le sue

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Prevenzione alcologica: quando sì e quando no?

Esiste un consumo ideale di alcolici? Un moderato consumo di alcol sembra ridurre il rischio di malattie cardiache e diabete. Gli studi però danno risultati incompleti e contraddittori. Probabilmente il risultato è favorevole se vi è moderazione, con una maggiore efficacia per il vino, mentre diventa difficilmente interpretabile in presenza di consumi maggiori o con

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Come il cibo può influire su salute e destino delle nazioni: alcol e bevande nervine

Continuo oggi a raccontare le tradizioni della nostra cucina, dopo la storia dello zucchero pubblicata per La Scuola di Ancel qualche settimana fa, passando questa volta all’alcol e alle bevande nervine. Gli schiavi impiegati come mano d’opera nelle colonie inglesi furono presto alimentati utilizzando lo stesso prodotto del loro lavoro: lo zucchero, fonte di energia prontamente

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Come il cibo può influire su salute e destino delle nazioni: lo zucchero

Lo scambio di alimenti e di tradizioni legate alla cucina ha sempre caratterizzato le società umane, ma nell’antichità queste ne sono state scarsamente influenzate in quanto, per lo più, erano le classi agiate a essere raggiunte dalle novità, mentre il popolo continuava ad avere un’alimentazione caratterizzata da pochi cibi fondamentali. Con le grandi conquiste coloniali

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Cibo & Filatelia: la vitamina B1

Emesso dalle Poste della Malesia il 6 febbraio 1976 all’interno di una serie di tre francobolli in occasione del 75° anniversario dell’Institute for Medical Research di Kuala Lumpur. Il tema è la prevenzione della carenza di tiamina (o vitamina B1) che provoca il beri-beri, una malattia già nota in Cina fin dal 2600 a.C. e ancora

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Il ragù di nonna Maria

Non mi sono molto stupita delle “sorprese” che ci riservano i ragù industriali. Quando ero bambina, mia nonna si rifiutava di acquistarli, anzi, si rifiutava di comprare qualsiasi tipo di carne trita se il macellaio non la tritava davanti a lei. Io non posso permettermelo, avendo sempre i minuti contati. Però, quando passo dal macellaio

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L’oro bianco: storia e leggende

Invisibile ma presente quasi ovunque, anche nei biscotti per la prima infanzia: il sale. Oggi discutiamo sulla necessità della sua riduzione nell’alimentazione umana per i rischi legati al suo scontato, quanto eccessivo, uso. Eppure fino ai primi cinquant’anni dello scorso secolo è stato uno dei beni più apprezzati dall’uomo, tanto da conferirgli significati che superavano

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Cibo & Filatelia: un annullo contro l’ipertensione

Ci ha pensato il Belgio, in una campagna di sensibilizzazione nel 1978: un messaggio viaggiante bilingue grazie a un annullo meccanico a targhetta sulle buste postali. In francese «Prevenez l’hypertension. Evitez le sel» e in olandese «Voorkom hoge bloeddruk. Vermijd zout». Semplicemente evitare il sale per prevenire l’ipertensione: un modo originale per richiamare l’attenzione sul

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Radici e tuberi nell’alimentazione umana (II parte)

Il supporto nutrizionale di radici e tuberi è particolarmente importante in un continente come l’Africa dove il territorio, occupato in gran parte da foreste, savane aride e deserto, non ha permesso dovunque lo sviluppo della cerealicoltura. Insieme ai cereali originali di questo continente (sorgo, miglio, eleusine, fonio) e alle leguminose, i tuberi (consumati prevalentemente bolliti

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Radici e tuberi nell’alimentazione umana (I parte)

Raggruppati dagli anglosassoni sotto la sigla USOs (underground storage organs) radici, tuberi e rizomi (parti di fusto modificate per accumulare sostanze nutritive) sono entrati a far parte dell’alimentazione dei nostri antenati nel Pliocene insieme ai semi oleosi, espandendo il numero di alimenti vegetali disponibili. L’utilizzo di questi cibi molto più duri e ricchi di fibra,

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